Omogenitorialità (1)

Psicologia, Società… Scrivi un commento

Omogenitorialità (1)Il post di oggi è dedicato ad uno di quei temi che sembra suscitare sempre perplessità e discussione ma che, se si ha la voglia di interrogarsi e di porsi delle domande, rimane un argomento per il quale il confronto sembra alimentato più da pregiudizi che da dati oggettivi. Oggi voglio provare con voi ad esplicitare questi dati oggettivi, far parlare loro piuttosto che il pregiudizio. L’argomento è: può un bambino che cresce con genitori dello stesso sesso crescere ‘bene’? Stiamo parlando di omogenitorialità, un aspetto della società che sta iniziando a prendere piede, stante la totale mancanza di legislazione da parte dello Stato. Nonostante questo vuoto normativo, nelle ragioni del quale non entreremo, si diffondono sempre più famiglie che sono lo specchio dei tempi nei quali volenti o nolenti viviamo, una società nella quale la famiglia è ben lontana dallo stereotipo che continuano ripetutamente a propinarci, padre madre figlio maschio e figlia femmina, quando la realtà parla di famiglie ricostituite, famiglie allargate, famiglie monogenitoriali, famiglie adottive ecc. Eppure, quando si tratta di affrontare il tema della genitorialità, ci si domanda se una coppia di genitori dello stesso sesso sia adatta a crescere un bambino. Mai che questi dubbi sfiorino le migliaia di famiglie eterosessuali nelle quali ai genitori, per il solo fatto di essere genitori biologici del bambino, credo non venga mai domandato se siano o meno adatti a crescere il loro figlio. E sarebbero migliaia gli esempi che testimonierebbero dell’incapacità di genitori eterosessuali di svolgere le funzioni genitoriali.

Qual è allora la paura più grande rispetto alle famiglie omogenitoriali? Diciamo che il dubbio più grande riguarda il fatto che un figlio (o una figlia naturalmente) cresciuti all’interno di una famiglia con genitori dello stesso sesso, non favorisca l’identificazione nel bimbo col genitore dello stesso sesso e possa farlo crescere in maniera non adeguata. Il dubbio tradotto in termini pratici è che da coppie omosessuali possano ‘svilupparsi’ figli omosessuali. Se questa teoria fosse vera, non si capirebbe come possano nascere figli omosessuali in coppie etero. Lo sviluppo dell’identità di genere è qualcosa di ben più complesso di genitori etero=figli etero e viceversa. E’ uno sviluppo che coinvolge la formazione dell’identità dell’individuo, che ha come figure di identificazione non solamente i suoi genitori ma anche altri significativi per il bambino stessoSarebbe riduttivo pensare che il bimbo sia emanazione dei soli genitori vivendo la famiglia stessa in un contesto sociale più ampio.

Un altro punto dolente dell’argomento ha a che fare col rapporto che genitori omosessuali hanno coi loro figli. La posizione più comune è quella di coloro che non vogliono la possibilità per coppie omosessuali di adottare dei bambini. Ma come ci si dovrebbe comportare con i figli naturali? Mi spiego meglio: una donna ha dei figli con un uomo, suo marito. Dopo alcuni anni di matrimonio la coppia ha problemi. Si separano e la donna va a convivere con quella che diventa a tutti gli effetti la sua compagna. Quale sarebbe la posizione di coloro che non possono tollerare l’idea dell’omogenitorialità? Si dovrebbero portare via i figli alla donna? Affidarli al padre? O comunque bisognerebbe garantire il legame col genitore biologico per quanto abbia uno stile di vita ostracizzato a livello legislativo? E’ una questione che non sembra mai interessare coloro che si occupano di questo argomento. Credo che una delle prime cose che dovremmo fare a questo punto è quello di cercare di ridefinire il concetto stesso di genitorialità. Stante tutte le molteplici forme attraverso cui si può organizzare una famiglia, che cosa rende due persone due genitori? Vi riporto il passaggio di un testo per me molto esplicativo sulla questione: in questo senso il concetto stesso di genitorialità viene ridefinito. La funzione genitoriale non può più essere riduttivamente ricondotta ai legami di sangue (cosa che non si riscontra nelle famiglie con figli adottivi), alla presenza di entrambi i genitori (cosa che non pertiene nelle famiglie monogenitoriali) o alla presenza di un unico nucleo accudente (cosa che non avviene, ad esempio, nelle famiglie ricomposte). Una genitorialità funzionale basata sui processi più che sulle strutture, allora, dipende dalla capacità dei genitori di proteggere i figli in modo stimolante, insegnare loro il limite senza soverchiare, favorire l’autonomia nell’interdipendenza e affrontare i conflitti in modo cooperativo (Fruggeri, 2005). [1]

– Continua –

[1] Chiari, C., Borghi, L. (2009), Psicologia dell’omosessualità, Carocci, Roma, pag. 110

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22 Responses to “Omogenitorialità (1)”

  1. antonello Says:

    Premessa: la questione dell’omogenitorialità,e maggiormente dell’omosessualità assume significati diversi a seconda della cultura e del paese di provenienza. In molti paesi l’essere omosessuale o lesbica è un reato punito dalla legge (in Iran ed in Nigeria vige la pena di morte!). In altri paesi i pregiudizi e le paure che suscitano queste persone, con “una variante naturale del comportamento umano” (così definisce l’omosessualità l’OMS)sfociano in forme di omofobia a volte non solo verbale ma spesso di violenza fisica. In altre culture e paesi (Polinesia, Malesia e Micronesia) l’omosessualità è accettata e considerata normale. Il ruolo delle principali religioni ha influito parecchio negativamente sulla libertà di essere omosessuali.
    Omogenitorialità = condividere con il proprio/a partner una normale vita con dei figli (che può essere di uno dei due, di entrambi o adottati, non fa nessuna differenza). Cosa spinge una coppia omosessuale ad avere dei figli: l’Amore. Detto questo è detto tutto!
    Al di là delle statistiche, che tra l’altro indicano che i figli di una coppia gay/lesbica generalmente crescono bene, ciò che conta è appunto l’amore. Questo nucleo familiare è più unito di altri con genitori etero, perché quotidianamente deve far fronte a pregiudizi, odio, paura della maggior parte delle persone che li circondano. Il figlio/i di una coppia gay avranno fin da piccoli un’educazione che li porterà in breve tempo ad una consapevolezza della vita, maggiore di qualsiasi altro bambino.
    Le paure che molti hanno su queste coppie con figli è se cresceranno sani. Certo saranno sicuramente più sani di altri, soprattutto a livello mentale, perché a differenza di molti non cresceranno con pregiudizi, paure, del “diverso”, che poi non è detto che diverso sia sinonimo di male. Avranno l’opportunità di vivere appieno la loro sfera emotiva- psichica- fisica sessuale. Non avranno problemi in questo che siano essi etero o gay.
    Un’altra cosa molto importante è come le persone etero percepiscono il fatto che uno sia gay o lesbica. Ci sono poche persone che sono estranee ai pregiudizi e paure, ecco perciò i dubbi in merito. Si è costruito un modello per cui si esalta in maniera artificiale e sproporzionata la parte opposta del sesso (che tutti chi più chi meno hanno) trasformandola in ridicolo. Si pensa per esempio che un gay sia fortemente femminile ed abbia atteggiamenti ostentatamente e marcatamente femminili, e altresì una donna lesbica che rispecchi la figura maschile, entrambi sia gay che lesbiche, in maniera grottesca. Niente di tutto ciò, infatti, quando un etero viene a conoscenza di una persona gay o lesbica che non immaginava che fosse tale se ne ravvede, spesso dice: ”Però lui/lei è diverso dagli altri”, quasi a voler giustificare la sua ignoranza.
    Morale: la cosa migliore è abbandonare l’ignoranza, le paure ed i dubbi, non lasciarsi influenzare da retaggi di superstizione o dovuti ad interessi religiosi che ci impongono di disprezzare ciò che per noi non è “normale”, e lasciare che se persone dello stesso sesso si amano e vogliono condividere la loro felicità con dei figli e farli crescere amorevolmente, ben venga.

  2. fabrizioboninu Says:

    Grazie Rosanna!! É un gruppo di tre articoli:)

  3. rosanna anzalone Says:

    Bellissimo articolo che evidenzia la grande confusione in cui vive una società malata di forme, di pensiero e poco incline ancora ad affrontare con oggettività temi così importanti. Credo che un altro grande spauracchio sia quello della stupida convinzione di una mancata perpetuazione del genere…in realta paradossalmente nel 2013 è ancora difficile considerare le persone in quanto tali e non sempre etichetate da una qualsiasi definizione che mira schematizzare, catalogare, far rientrare in un sistema in cui essere qualcosa, piuttosto che qualcuno…Sembra un mondo pieno di saggi lungimiranti che attraverso definizioni trovano la misura dell’essere e in questo caso con l’aggravante di una falsa protezione verso ciò che si ritiene oggetto piuttosto che sogggetto da tutelare soltanto dai propri spauracchi irrisolti…Grazie …come sempre, sono articoli che vanno letti e divulgati affinchè possano aprirsi le menti e iniziare almeno attraverso questo processo a fare delle considerazioni più serie e realistiche sulla nostra umanità scevra da concettualità e moralismi.

  4. fabrizioboninu Says:

    Ciao Antonello:) Del tutto d’accordo col tuo intervento. La sola cosa sulla quale vorrei precisare è che prima di abbandonare le proprie paure o i propri dubbi credo sia necessario entrarci, per affrontarli dall’interno. Solo questo accettare e riconoscere le nostre paure può portarci ad una possibile messa in discussione. Se non lo facciamo c’è il rischio che ci si arrocchi ancora di piu sulle proprie posizioni. Grazie di avermi dato la possibilità di precisare questo punto:)

  5. MANUELA Says:

    L’ARTICOLO è BELLISSIMO,RISPECCHIA IN PIENO LE MIE IDEE.
    SARò BANALE,MA I FIGLI HANNO BISOGNO DI AMORE AFFETTO E RISPETTO,PERCIò CHIUNQUE SIANO I GENITORI L’IMPORTANTE è CHE SAPPIANO DONARE LORO TUTTO CIò DI CUI HANNO BISOGNO.
    GRAZIE A PRESTO

  6. luisa Says:

    Come si può pensare che un bambino possa rinunciare alla figura femminile della mamma a cui farà riferimento nel futuro nella scelta della sua donna, nella scelta della madre dei sui figli, nella ricerca della diversità che lo arrichisce? o possa fare a meno della figura del padre e quindi della figura dell’uomo nella sua forza fisica e psicologica diversa da quella della madre ma cosi complementare. Privare un bambino della conoscenza profonda di questi due aspetti della natura mi sembra veramente sia una crudeltà nei confronti di un bambino a cui verrebbe toltà la possibilità di conoscere la meraviglia della diversità e della complementarietà fra uomo e donna.Nessuno nella propri esperienza avrebbe volo conoscere solo il padre o solo la madre ne sono certa.

  7. vinc Says:

    …non e’ omofobia, ma ritengo che un bambino e’ inconcepibile che cresca da una coppia di omossessuali, hanno conquistato molto diritti, ebbene si, ma adottare un bambino no. Ne va del suo futuro.

  8. Nino Says:

    Paura, pregiudizio, affetto, amore e chi più ne ha più ne metta… Quante parole sprecate! Paura di cosa? Ma soprattutto: chi ha veramente paura? Pregiudizi di chi? E ancora: chi pregiudica chi o cosa? Ho la strana sensazione che si voglia far stare in piedi i sacchi vuoti con belle parole e profondi concetti filosofici che mettono a soqquadro la legge della natura. Usiamo la capacità della mente umana per costruire castelli di sabbia con il pretesto di modernizzarci ma con lo scopo di ripararci da pregiudizi per paura di essere pregiudicati. con le parole possiamo dire tutto e soprattutto il contrario di tutto, ma restano belle parole. L’omosessualità, così come l’omogenitorialità, non sono mai stati e mai saranno oggetto di pregiudizio: sono semplicemente contro-natura. Perché è così difficile ammetterlo? Non sono segni di ammodernamento della cultura dell’uomo. L’uomo può essere moderno anche senza disconoscere la propria natura… Abbiamo forse finito di trovare argomentazioni per dire a noi stessi che c’è ancora tanto da scoprire in ogni uomo? Dopo aver calpestato i Valori della vita, vogliamo anche calpestare la natura? è inevitabile che poi ci si riverserà contro! Ci vuole poco per capire se siamo moderni questi concetti omosessuali o sia retrogrado e troglodita io: guardando la natura delle cose. Apriamo gli occhi!
    Permettetemi poi di esprimermi in poche parole su affetti e amore… Due persone dello stesso sesso hanno il diritto di sperimentare la propria capacità di amare relazionandosi LIBERAMENTE l’un l’altro; ENTRAMBE le parti hanno scelto (lo ripeto) liberamente! Nella relazione genitori (omo) e figli, questa libertà è vittima inesorabile di un imperdonabile attentato: il bambino non sceglie liberamente di relazionarsi con omogenitori!!! Domanda: ma è più importante tutelare i diritti di una coppia di ADULTI RESPONSABILI o quella di un BAMBINO INDIFESO?
    SODOMA E GOMORRA CI FANNO UN BAFFO! MEDITATE GENTE, MEDITATE. NON CONFONDIAMO L’AMORE CON IL NOSTRO EGOISMO!

  9. Ermes Says:

    …Nino abbi almeno la compiacenza di sottolineare che le tue sono SOLO opinioni alquanto miopi sull’argomento, se di tuo interesse sono disponibili studi di esimi psicologi che smentiscono sonoramente le tue paure; inquanto al tuo concetto di “contro natura” abbi la compiacenza di approfondire un tantino di piu’ questo tuo concetto, evita di basarti guardando come si comporta il gallo nel pollaio di casa tua. Ecco vedi , come direbbe qualcuno questa non e’ scienza è solamente capire più approfonditamente il mondo che ti sta’ attorno. Ti auguro buona letture nel tuo prox futuro.

  10. Domande Says:

    Non ritengo di avere la verità, come nessuno credo l’abbia. Ho solo domande. Dove è la libertà di un figlio di scegliere ? Dove è la diversità biologica per gli occhidi un bambino , nella sua casa ? Perchè, se omosessuali, si ha bisogno di un figlio e bisogno di coinvolgere un bambino/a ? Se questo bambino/a scopre di non essere gay da adulto, ha la possibilità di non avere perso la sua infanzia ? Queste ed altre domande mi portano a pensare che pur se fossi gay, non voglio invadere la vita di un minore. Non ho questo diritto !!

  11. fabrizioboninu Says:

    Salve Piero grazie per le sue domande! Neanche io credo di avere la verità e anzi ho sempre più dubbi e in questi specifici casi particolarmente. Se permette, gliene rivolgo qualcuna: quale bambino ha la possibilità di scegliere i suoi genitori? La diversità sessuale un bimbo la ‘impara’ solo attraverso la famiglia? Premettendo che non capisco cosa voglia dire avere bisogno di coinvolgere un bambino, pensa che una coppia etero abbia ‘bisogno di coinvolgere un bambino’ per dimostrare il suo amore? Se un bambino, nato da una normale relazione eterosessuale, si scopre gay ha perso la sua infanzia perché avrebbe preferito averli omosessuali? E comunque non sono queste domande che mi portano a pensare che in nessun caso io abbia il diritto di invadere la vita di mio figlio…

  12. Omar Sertini Says:

    Per quanto con le sue complessità, il meccanismo di base dell’orientamento sessuale è legato alle fantasie che si fa il bambino/preadolescente quando il suo fisico comincia a solecitarlo
    Quando sente el pulsioni del suo corpo, comincia a tentare di immaginare come sarà sfogo a queste pulsioni, attingendo le fantasie da quelle che gli propone il suo mondo.
    In condizioni normali sceglie e coltiva fantasie sessuali principalmente coerenti con quelle che attribuisce alla figura di adulto con cui si è identificato o che sono il suo mondo.
    Quando l’identificazione non è significativa ( es. padri labili/problematici) il preadolescente è esposto a coltivare fantasie non coerenti con ciò che egli è per natura.
    Le fantasie di comportamento sessuale durante lo sviluppo sessuale danno un imprinting molto forte, ma in generale non compulsivo,
    ovvero, per quanto con fatica, ANCORA SUSCETTIBILE DI SCELTA.
    Perciò l’orientamento omosessuale deriva in parte dalla storia della persona,
    storia che egli non ha scelto (genitori, proposte di configurazione sessuale provenienti dall’ambiente)
    ed in parte dalle scelte che perpetua.
    Non è vero che una particolare sensibilità comporti automaticamente una sessualità, che invece rimane una scelta.
    L’OMOSESSUALITA’ NON E IRREVERSIBILE! Anche se una storia di omosessualità lascia tracce.

    In ogni caso l’orientamento omosessuale costringe la persona a vivere una contraddizione con ciò che essa è nel proprio corpo,
    cosa che se pur almeno in parte gestibile, rappresenta una ferita profonda,
    che costringe a soluzioni artificiose e distorcenti, sia nel rapporto sessuale
    sia ad esempio per quanto riguarda il desiderio di essere genitori,
    provoca fatica e sofferenza spesso grave, per quanto gestite con vari tentativi di negazione, soffocamento o di compensazione.

    A questo punto è lecito chiedersi:
    Se è possibile scegliere, perché vivere in contraddizione con il proprio corpo?
    E, responsabilità ancora più grave:
    Perché proporre questa frattura ad un bambino?
    Perché avvallare per la vita futura del bambino e per quella delle persone che saranno il suo ambiente
    una scelta che spezza l’unità di psiche e corpo a cui è chiamata ogni persona?
    Perché proporre ad un bambino una identificazione sessuale in contraddizione con il suo corpo?
    Perché avvallare una simile frattura per la SUA vita?

    In coscienza, ogni uomo ha il diritto di imparare ad essere maschio, ed ogni donna il diritto di imparare ad essere femmina.

  13. fabrizioboninu Says:

    …. Non é eterofobia, ma io trovo inconcepibile che un bambino cresca senza degli adulti che svolgano il supporto che dovrebbero dare i genitori. Che siano due uomini, due donne o un uomo e una donna che differenza può fare? Vorrei poi riflettere sul fatto che si dia per scontato che una coppia eterosessuale garantisca, come per magia, il futuro di un bambino.

  14. fabrizioboninu Says:

    Salve Luisa può provare a pensare a tutti quei bambini che riescono a crescere dopo la perdita di uno dei due genitori. In teoria tante cose non dovrebbero accadere. Nella realtà invece accadono tante cose che ci danno la misura delle infinite sfumature che la vita propone. Ecco, io credo che pensare che alcune di quelle sfumature siano intrinsecamente meglio di altre sia quanto meno opinabile.

  15. fabrizioboninu Says:

    A proposito di parole con cui costruiamo castelli di sabbia… Spesso sento questa critica: é contro natura.. E rifletto su cosa sia, invece, naturale. É naturale che lei, Nino, mi abbia mandato, tramite un pc (cresciuto e raccolto su un albero suppongo), una mail (prodotta in campagna credo) tramite una rete di computer perennemente connessi tra di loro (frutto del lavoro tra i campi), per commentare un post (naturale) apparso su un blog (come non vedere la natura a questo punto?) ospitato da un server (tiscali) che sicuramente esiste nei boschi… Cosa c’è di ‘naturale’ in questo? Ben poco mi viene da dire… Ma non mi sembra che ci si interroghi sulla naturalità/innaturalitá di internet! O delle nostre case! O delle nostre macchine, o dei nostri telefoni, o dei nostri supermercati… Tutta l’innaturalitá in questi casi non solo é accettata ma anzi difesa ed ostentata. Ma guai a che l’evoluzione tocchi la famiglia. In questo caso no, non ci si può scostare da una presunta naturalità che deve essere preservata. Non sembra un po’ contro natura tutta questa schizofrenia? Da un lato spingiamo per una innaturalitá sempre più forte dall’altro dobbiamo preservare una presunta naturalità… Mi sembra come minimo contraddittorio…
    P.s. Ma lei conosce bambini che invece scelgono di relazionarsi liberamente con eterogenitori? Nel caso potrei conoscerli? Sarebbe il primo caso di figli che scelgono i genitori!

  16. fabrizioboninu Says:

    Assolutamente in disaccordo sulla premessa. Ma se si potesse realmente scegliere come lei, non so in base a quali teorie sostiene, chi sarebbe il folle che farebbe una scelta simile? Per quanto é ostracizzata, demonizzata, manipolata l’idea del l’omosessualità nella nostra società solo un pazzo ‘sceglierebbe’ questa strada no? L’unica cosa che si può scegliere é il profondo rispetto che le scelte degli altri deve incutere. Che una persona scelga di vivere liberamente la propria omosessualità o, al contrario, cerchi di negarla deve assolutamente e necessariamente essere rispettata per il profondo significato che quella scelta ha per la persona. Se capissimo questo invece di pensare di dover avallare le scelte degli altri sarebbe già un enorme passo in avanti.

  17. Nino Says:

    Mi sorprende che non si comprenda il significato del senso naturale della vita e delle cose che ci circondano. “Secondo Natura” significa che: un uomo, una donna, un sentimento, una relazione, un oggetto, una matita, una casa, un supermercato, un PC, una e-mail, internet… e chi più ne ha più ne metta, hanno in se un natura che ne determina il senso e lo scopo per cui esistono o sono stati fatti o creati. Mi sembra denigrante dover fare degli esempi ma almeno uno consentitemelo: è contro la natura di un water usarne l’acqua per dissetarsi.
    Cosa dovrei leggere? Perchè dovrei dire che questa è solo una mia opinione? Perchè dovrei confondere la libertà con il libero arbitrio? Certo che un bambino non può scegliere tra famiglia omogenitrice o eterogenitrice, ma perchè ci vogliamo arrogare il diritto di fare una scelta contro-natura per lui? tra poco daremo un bimbo in mano a una coppia di scimmie o di delfini… tanto… famiglia è… dobbiamo modernizzarci, vero?
    Premettendo che mi batto (da eterosessuale) per i diritti affettivi e giuridici di persone omosessuali i quanto tutti abbiamo il diritto di vivere felici con le persone che amiamo, consentitemi un’ultima cosa: una coppia omosessuale non è mai stata, non è e non sarà MAI una coppia OMOGENITRICE… perchè non possono generare (forse c’entra la natura?), semmai sarà omoeducatrice.
    Con questo concludo: che il buon Dio abbia misericordia di noi e ci custodisca nel Suo Amore.
    Nonostante i miei limiti nella capacità di amare, Vi voglio bene tutti.

  18. fabrizioboninu Says:

    @ Nino
    Bentornato Nino… Mi sorgono altre domande: qual è il senso e lo scopo per cui un uomo o una donna esistono o sono stati fatti o creati? Ok, è ‘contro natura’ di un water usarne l’acqua per dissetarsi, ma forse che se lei lo volesse fare non dovrebbe essere libero di dissetarsi così? Non credo sia modernizzazione quanto rispetto e civiltà. D’altronde le famiglie omosessuali se il buon Dio con la sua misericordia e con il suo Amore non le avesse volute non le avrebbe create, giusto? Che possiamo fare? Fare finta che non esistano o possiamo ragionarci sopra? Comunque la ringrazio per l’educazione e la correttezza dell’argomentare. Non le nascondo che, conoscendo le implicazioni del tema, temevo il tenore dei commenti che, invece, sono stati fino ad ora molto civili. E’ un piacere confrontarsi così:)

  19. Nino Says:

    Gentilissimo Fabrizioboninu, mi è venuta in mente una canzone di Vasco Rossi che dice “voglio trovare un senso a questa vita anche se questa vita un senso non ce l’ha”. Tante volte ho pensato che il senso delle cose che ci circondano, o nello specifico il senso per cui un uomo o una donna esistono, è quello che ognuno di noi voglia dare loro. Un tempo non condividevo le parole di quella canzone ma pian piano mi sono accorto che il senso che posso dare io alla vita, anche se fossi convinto come lo sono che sia il più giusto, non posso assolutizzarlo. Per me il senso della nostra esistenza è l’Amore (non è casuaole la maiuscola). Sono convinto che anche lei sarà d’accordo in questo, il problema forse nasce quando ci si confronta sul significato della parola Amore. Per me amare significa essere capaci di sacrificarsi fino a dare la vita e badando bene che nel farlo non stia mettendo al primo posto il mio orgoglio e il mio egoismo. Amare non vuol dire necessariamente essere felici! Chi ama deve saper soffrire. Non posso dire di amare mia moglie se stare con lei fa bene solo a me, piuttosto devo preferire mortificarmi perchè lei sia felice. Il tutto senza varcare la soglia del libero arbitrio; c’è differenza tra libertà a libero arbitrio. E’ libero arbitrio quello che si esercita “bevendo l’acqua del Water” ma è chiaro anche che quello è solo un esempio simbolico. Nessuno me lo impedisce come nessuno impedisce a due omosessuali di avere un figlio. Ma così facendo stanno forzando la libertà, stanno agendo arbitrariamente, ossia si stanno facendo arbitri di un diritto che non appartiene alla natura delle cose (del bimbo in questo caso). Mi piace fare un altro esempio sulla differenza tra libertà e libero arbitrio: usare un coltello per tagliare il pane o la frutta è espressione di libertà, ma tagliare il pane afferrando il coltello dalla lama, o usare il coltello per uccidere, è libero arbitrio.
    Le famiglie omosessuali non sono state create da Dio ma dall’uomo e questa realtà appartiene già ai tempi di Aristotele e forse anche prima. Esistono e ci stiamo ragionando sopra infatti, e per fortuna anche serenamente. Conosco molte persone che vivono questa difficile realtà con un coraggio ed una serenità disarmante. Sono convinto che non conti il tipo di relazione d’amore ma la quantità e l’intensità con cui si vive questa relazione. Nel vivere l’Amore, però, si deve stare attenti a non calpestare la libertà degli altri per soddisfare i propri desideri o bisogni affettivi. Credo si sia capito che sono un cattolico praticante. Grazie per avermi dato la possibilità di questo piacevole confronto.

  20. rosanna anzalone Says:

    Mi chiedo ma dove stanno i cattolici quando in una coppia etero ci sono padri che abusano in tanti modi dei loro figli? Mi chiedo come si può pensare sia naturale che una madre che ossessiona il proprio figlio con le proprie patologie? Mi chiedo come si può pensare che ancora nel 2013 le persone siano considerate una formula matematica in cui ogni numero deve corrispondere esattamente al contesto preciso pena il fallimento del’operazione? Come si può ritenere che Dio creò famiglia etero e questo significherebbe l’unica condizione naturale per l’umanità?
    E mi chiedo ancora : se il fine di una vita è quella di assecondare una pseudo natura di cui si parla facciamo l’interesse del bambino? mi chiedo ancora tante e troppe cose che magari indisporranno solo chi ha l’assoluta certezza di ciò che è il vero amore e non solo verso i bambini, perchè l’amore non ha pesi e misure…Spesso l’età, il credo religioso, il ritenersi saggi nel gestire la vita altrui sono il limite più grande, l’ostacoo più grande dell’amore. E’ sempre una tristezza dolorosa vedere come sia ancora arretrata una civiltà che cataloga gli esseri secondo uno schema predefinito perdendone il senso della propria essenza e limitandone ogni libertà e conseguenzialmente ogni forma di reale rispetto per e persone…

  21. Nino Says:

    Mi piace rispondere alle domande difficili, ma solo adesso ho visto l’intervento di Rosanna Anzalone.
    Dove stanno i cattolici? I cattolici dovrebbero stare dalla parte di Dio, che è amore, e quindi dalla parte dei più deboli ed indifesi. Non credo ci si debba preoccupare di dove stiano i cattolici, che sono, anzi siamo, uomini con mille difetti. Preoccupiamoci, invece, di dove sto “IO”! Abusare di bambini, figli o no che siano, è sempre deplorevole e mi viene il ribrezzo a parlarne. Chi ha detto che sia naturale che una madre ossessioni il proprio figlio con patologie varie? Personalmente devo TUTTO ai miei genitori, che con i loro limiti hanno fatto tutto quanto fosse loro possibile per darmi l’affetto e l’educazione che erano capaci di dare. Probabilmente chi pensa quello deve aver avuto l’esperienza opposta ma ciò non significa che sia la regola. E’ vero che ci sono tanti abusi nelle famiglie, è vero pure che tante coppie hanno problemi che possono essere letali per la formazione di un figlio… ne ho conosciute tante di queste situazioni. Ma, forse se c’è il 5% di famiglie con squilibri mentali e/o affettivi, allora tutte le famiglie etero sono sbagliate? Mi torna in mente l’intervento di Abramo che pregava Dio di risparmiare le città di Sodoma e Gomorra qualora ci fosse qualcuno “giusto” in quella città, e Dio salvò l’unico giusto che vi trovò. Ho conosciuto di recente in un orfanotrofio dei bambini vittime di abusi o sfasci familiari… ma non possiamo pensare di strumentalizzare questi tristi episodi per costruirci le nostre belle teorie che chiamiamo “studi”. Forse, se affidassimo i bambini a coppie etero, queste cose non succederebbero? Non voglio giudicare nessuno ma osservando il “decoro” delle manifestazioni omosessuali non mi sento molto incoraggiato. Non credo che sia un problema di etero o omosessuali, è un problema di valori che sono spariti dal pianeta.
    Penso che siamo stati creati per amare. Come ho già detto, amare per me significa donare se stessi con sacrificio e questo non è il risultato di formule matematiche. Capisco, tuttavia, che il desiderio di ribellione, dettato da una controtendenza affettiva, generi parimenti deduzioni in controtendenza alle cose naturali della vita giacché non si distingue più la libertà dal libero arbitrio.
    Cara Rosanna, non ho affatto la pretesa di ritenermi saggio solo perché credente, né quella di catalogare o gestire la vita altrui, né quella di limitare la libertà altrui. Viviamo nella società del “tutto e a tutti i costi” ma non è così che vanno le cose. Esistono delle regole e degli equilibri che l’uomo deve imparare a conoscere e accettare… No, non siamo costretti a sottostarne, ma io sento il dovere di ricordare che esiste una forza che si oppone a Dio e che ci presenta la sua realtà mascherata di bei propositi e giustificati motivi ma con obbiettivi funesti, come una bella torta di fragole farcita di vermi. So che ti farai burla di me per questa frase, anche questo fa parte del suo piano. Ci sono mille altri modi per manifestare la propria capacità di amare, ma tutti passano per l’alienazione del proprio io e dei propri desideri. Finiamola di mascherarci dietro a una “civiltà evoluta” o finiremo davvero per far crescere i nostri bambini a delle scimmie con il pretesto di dimostrare chissà quante altre cose assurde. Scusate queste mie ultime frasi forse troppo provocatorie, ma davvero non se ne può più vedere il mondo che va in rovina.

  22. rosanna anzalone Says:

    vorrei poter esprimere i miei pensieri a riguardo Nino per un confronto utile ad approfondire le reciproche idee a riguardo ma è evidente la tua incomunicabilità…il tuo non è un esporre il proprio pensiero per confrontarsi ed eventualmente metterlo in discussione, ma l’imposizione di una ideologia che si ritiene essere superiore a qualsiasi altra….bè…allora i presupposti per rispondere non ci sono perchè sarebbe una discussione infinita che potrebbe solo portare maggior divisione , non sarebbe certo più un comunicare reale ma uno sfoggio cerebrale da imporre. A sentir certi cristiani che parlano così sembrerebbe di vivere in un mondo di evouti! mah…che dire…sono quasi senza parole, credo che leggere queste risposte dà perfettamente l’idea a chi ha una visione della vita moto più libera ed ampia…grazie comunque del cara, che mi è stato dato, quanto meno alcune forme risultano più gradevoli…per il resto tanti auguri per tutto Nino.

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